Impianti telefonia cellulare

Gli impianti per la telefonia cellulare sono composti da antenne, generalmente montate su pali installati nel terreno o fissati al tetto degli edifici.
La stazione radio base (SRB) identifica la postazione di uno specifico gestore (TIM, Vodafone/Fastweb, WINDTRE, ILIAD, OPNET, ecc.); su ogni postazione sono installati più impianti in funzione delle diverse tecnologie attivate (GSM, UMTS, LTE, 5G-NR ecc.).
Queste postazioni sono distribuite sul territorio in modo da garantire il segnale a tutti gli utenti, di conseguenza la loro densità dipende principalmente dalla densità della popolazione e sono quindi più concentrati nelle aree urbane densamente abitate, ma anche dall’orografia del terreno – un’orografia complessa determina una maggiore densità di stazioni.
Ogni postazione copre un’area circoscritta del territorio (detta “cella”) ed il numero di utenze che l’impianto riesce a servire contemporaneamente è limitato. Più aumenta la densità di utenti in un dato territorio, minore è l’estensione territoriale della cella che la postazione riesce a servire: per questo nelle città si hanno molte antenne vicine tra loro.
Una caratteristica fondamentale delle trasmissioni per telefonia cellulare, è la bi-direzionalità delle comunicazioni; le antenne trasmettono e ricevono dai telefoni cellulari degli utenti.
Le antenne utilizzate per la trasmissione delle tecnologie precedenti al 5G dirigono la potenza impiegata su un fascio fisso, più largo sul piano orizzontale, molto stretto sul piano verticale, così da coprire un’ampia porzione di territorio, di conseguenza nelle aree poste sotto le antenne alla base del traliccio, generalmente si trovano livelli contenuti di campo elettromagnetico.
Diversamente, le antenne di nuova generazione definite “intelligenti”, non trasmettono un segnale di copertura con distribuzione spaziale fissa ma variabile nel tempo; queste antenne attivano una serie di fasci puntati verso l’utente o il gruppo di utenti per il solo tempo della comunicazione. Questa modalità di funzionamento fa sì che, diversamente da quanto accade con le antenne utilizzate per le tecnologie precedenti, i livelli di campi elettromagnetici e di conseguenza l’esposizione risultino trascurabili per tutto il tempo in cui non si utilizzano tali antenne per la comunicazione.
Il numero di postazioni di telefonia mobile in Toscana è andato crescendo negli anni (a fine 2024 erano attive 5177 postazioni, con oltre 21000 impianti).
Per quanto riguarda l’attività di ARPAT, la normativa affida all’agenzia un ruolo tecnico nell’ambito del procedimento di autorizzazione all’installazione delle nuove stazioni radio base o della loro modifica, nonché l’attività di misura e controllo delle stazioni esistenti per verificare il rispetto dei limiti normativi previsti per i livelli di campo elettromagnetico immessi nell’ambiente limitrofo.
È disponibile un database con l’elenco delle stazioni radio base (SRB) presenti in Toscana trattate da ARPAT, che tiene traccia di tutte le attività svolte dall’Agenzia su ogni postazione, sia in relazione alle variazioni degli impianti installati e delle loro caratteristiche radioelettriche, sia in relazione ai controlli strumentali effettuati nel tempo.
Tale elenco permette la consultazione delle postazioni presenti sul territorio toscano e la loro visualizzazione su mappa; è possibile effettuare ricerche mediante l’attivazione dei filtri disponibili (ad esempio selezionare le postazioni presenti in un determinato Comune) e l’estrazione su file di tutte o di un sottoinsieme delle postazioni, complete di coordinate per il loro eventuale trattamento tramite GIS.
Consultando la mappa è possibile visualizzare, oltre alle postazioni, anche le misure effettuate da ARPAT dal 2013 in poi; per ogni misura vengono riportati la data, il valore misurato ed il valore limite di riferimento. Sono inoltre disponibili i rapporti di prova, in cui vengono dettagliati sia il metodo che i risultati dell’indagine di controllo.