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L’attività di ARPAT nel monitoraggio di cetacei, tartarughe e grandi pesci cartilaginei – anno 2015

Il monitoraggio, oltre a fornire informazioni sullo stato delle specie, consente – attraverso l’analisi degli organi e del contenuto stomacale – consente di individuare le cause di mortalità e classificare le pressioni ritenute più pericolose (catture accidentali, collisioni, contaminazione chimica, inquinamento acustico, sacchetti di plastica ecc.) e di studiare la rete trofica marina

Temi ambientali: Biodiversità
Pubblicato il:
L’attività di ARPAT nel monitoraggio di cetacei, tartarughe e grandi pesci cartilaginei – anno 2015

Per quanto riguarda i cetacei, nel 2015 si sono registrati 21 ritrovamenti lungo le coste toscane, prevalentemente tursiopi (43%) e 8 stenelle (38%). Per la maggior parte si è trattato di  spiaggiamenti di carcasse sugli arenili. Il 58% degli spiaggiamenti si è concentrato nei mesi tardo primaverili estivi e maggiormente nella provincia di Livorno (58%).

Anche il 2015 si è mostrato un anno abbastanza in linea con le medie annue registrate in Toscana, che è pari a 16 animali l’anno nel periodo 1986-2014.

Per quanto riguarda le tartarughe, nel corso del 2015 sono stati recuperati 43 esemplari…

L’attività di ARPAT nel monitoraggio di cetacei, tartarughe e grandi pesci cartilaginei – anno 2015
Anno di pubblicazione: 2016
A cura di: ARPAT - Area Vasta Costa, Settore Mare
Pagine: 124

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