I pozzi dell’acquedotto di Cecina risultati contaminati sono Ladronaia, Peep, Campo Sportivo, Villaggio scolastico e, più recentemente, San Vincenzino.
ARPAT ha rilevato fin dal 2004 la presenza di composti organo-alogenati alifatici, prevalentemente tricloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE), in due pozzi situati nel comune di Cecina e collegati al locale acquedotto.
Da ciò ha preso avvio un’ampia attività di indagine volta alla comprensione dell’origine, dell’entità, dell’estensione del fenomeno e a trovare possibili soluzioni (sull’argomento vedi sezione del sito Web dedicata).
La zona sorgente della contaminazione è stata individuata in un’area industriale-artigianale situata ad est del Comune di Cecina, sul territorio ricadente nella provincia di Pisa (area di Poggio Gagliardo, Comune di Montescudaio) dove in passato erano operanti una lavanderia industriale ed una conceria, da tempo dismesse.
I pozzi dell’acquedotto di Cecina risultati contaminati sono Ladronaia, Peep, Campo Sportivo, Villaggio scolastico e, più recentemente, San Vincenzino.
Questi pozzi sono dotati di impianto con carboni attivi per la potabilizzazione delle acque prima dell’immissione in acquedotto e sono oggetto dal 2004 di un monitoraggio da parte dell’ ARPAT, che rende disponibile sul web i dati relativi. (vedi banca dati del monitoraggio e mappa dei punti di monitoraggio)
Nei grafici sono riportati i dati del monitoraggio, prima del trattamento con i carboni attivi, per il periodo 2004-2012 per tali pozzi e per il Pozzo Pomodorificio, dai quali si rileva:
Le cause dell’evoluzione del quadro di diffusione della contaminazione possono essere molteplici; l’aumento della contaminazione negli anni 2008-2009 può essere stato determinato da maggiore piovosità in tale periodo e maggiore infiltrazione presso l’area sorgente a causa di interventi edilizi importanti che hanno reso permeabili le superfici sovrastanti la sorgente primaria di contaminazione. Si ipotizza inoltre che un mutato regime dei pompaggi dai pozzi a valle della MISE abbia contribuito a modificare la dinamica della falda e di conseguenza la sua direzione prevalente di scorrimento da NO a O. In particolare potrebbero aver giocato un ruolo importante in tale contesto anche l’attivazione di nuovi emungimenti a SO dell’area sorgente di Poggio Gagliardo.