In questo ambito si colloca il progetto transfrontaliero EPIC, cofinanziato per circa 5.600.000 di euro dal Programma Interreg Marittimo Francia-Italia, di cui ARPAT è capofila e che vede coinvolti ben 16 partners, francesi (Region Sud e Corsica) e italiani (Sardegna, Liguria e Toscana). Tra i partners sono presenti sia gli enti responsabili delle politiche di settore (Regioni), che le Agenzie regionali ambientali, ma anche Università e enti di ricerca, oltre ad organizzazioni no-profit con il necessario know-how ed ulteriori stakeholder.

Tra gli obiettivi di EPIC, che vedrà l’Agenzia impegnata per i prossimi quattro anni, vi è la definizione di un sistema transfrontaliero di buone pratiche per la gestione del processo di individuazione, recupero, raccolta, smaltimento e riutilizzo delle plastiche rinvenute in ambiente marino, sottomarino, nei fiumi e nei porti, per lo sviluppo di un’economia circolare di settore.
Nell’ambito del progetto verranno infatti create occasioni di confronto tra i partners, messe a sistema le buone pratiche esistenti ed individuate soluzioni ottimali condivise. Partendo dallo stato attuale delle conoscenze sul recupero e riciclo dei rifiuti dispersi in mare e negli alvei fluviali, si arriveranno a definire protocolli condivisi applicabili negli ambiti di riferimento dei diversi territori dell’area di cooperazione.
EPIC, oltre a sviluppare azioni concertate e transfrontaliere per la promozione dell’economia circolare, intende anche introdurre innovazioni tecnologiche per contrastare il fenomeno delle macro-plastiche disperse in mare.