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L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – Anno 2016

Questo monitoraggio consente di individuare, anche se non sempre in maniera esaustiva, le cause di mortalità e quindi di elencare, quantificare e classificare le pressioni ritenute più pericolose (catture accidentali, collisioni, contaminazione chimica, inquinamento acustico, sacchetti di plastica ecc.) e di studiare la rete trofica marina, come previsto dalla Marine Strategy

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L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – Anno 2016

Per quanto riguarda i cetacei, nel 2016 si sono registrati 21 ritrovamenti lungo le coste toscane: 12 stenelle (54%), 4 tursiopi (18%), 1 capodoglio (4%); cinque individui (5%) sono rimasti indeterminati a causa del pessimo stato di conservazione Nella totalità dei casi si è trattato di spiaggiamenti di carcasse sugli arenili. Il 50% degli spiaggiamenti si è concentrato nei mesi tardo primaverili-estivi (ad esclusione dei mesi di aprile e giugno in cui non si sono registrati spiaggiamenti) e maggiormente nella provincia di Livorno (50%). Anche il 2016 si è mostrato un anno abbastanza in linea…

L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – Anno 2016
Anno di pubblicazione: 2017
A cura di: ARPAT - Settore Mare
Pagine: 165

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