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Telelavoro

Il telelavoro in ARPAT è stato introdotto nel 2017, in ottemperanza al Piano delle Azioni Positive 2011-2013 promosso dal CUG dell’Agenzia, a seguito di una procedura di concertazione con le parti sindacali di comparto nonché di consultazione del CUG stesso. L’intento è stato quello di venire incontro alle esigenze familiari e di salute dei dipendenti, cercando di conciliare nel migliore dei modi i bisogni personali di ciascuno con le necessità lavorative.

Le tipologie di telelavoro introdotte furono quelle previste alle lettere a) e b) dell’art. 36 del CCNL di comparto del 20.09.2001:

  • telelavoro presso altra sede  territoriale: attività lavorativa svolta presso una sede dell’Agenzia diversa da quella della propria struttura di appartenenza
  • telelavoro domiciliare: svolgimento della prestazione lavorativa da parte del dipendente presso il proprio domicilio.

Superata positivamente una prima fase di sperimentazione, sono state previste:

  • per il telelavoro presso altra sede la conferma di un numero di postazioni pari al 4% del personale di comparto in servizio a tempo indeterminato presso ciascuna Area vasta e presso la Direzione. Nel caso di domande in eccedenza rispetto a tale numero, è prevista dal Disciplinare la valutazione da parte della Direzione d’intesa con le strutture interessate, della disponibilità di ulteriori spazi e risorse strumentali già in possesso dell’Agenzia (senza costi aggiuntivi), nonché la possibilità di assegnare la stessa postazione a più dipendenti in giorni diversi.
  • per il telelavoro domiciliare, in considerazione dell’aumento di richieste per tale tipologia di telelavoro da parte dei dipendenti, un aumento delle postazioni domiciliari, rispetto a quelle concesse con il bando precedente, pari ad un totale di n. 30 postazioni.

Nel corso dell’emergenza sanitaria da COVID -19 – in linea con quanto disposto dai diversi provvedimenti governativi nonché dall’Amministrazione regionale a tutela della salute pubblica, ARPAT ha disposto l’assegnazione agli operatori dell’Agenzia del telelavoro domiciliare su 5 giorni settimanali, con l’instaurazione e l’estensione del telelavoro preesistente – che era territoriale o domiciliare, ad eccezione degli operatori che dovevano essere necessariamente presenti in sede, a rotazione, in quanto adibiti ad attività necessarie allo svolgimento delle funzioni essenziali dell’Agenzia e non prettamente “telelavorabili”.